
Il mio intervento in occasione del seminario di studio «La santità dei bambini, un segno per la Chiesa e per l’umanità di oggi», tenutosi il 6 e 7 giugno 2026 presso il Santuario del Bambino Gesù di Praga ad Arenzano (Genova).
Ho udito parlare di Gilles Bouhours da una coppia di amici, quando abitavo a Lourdes. Un giorno, infatti, questi amici mi invitarono a incontrare alcuni membri della famiglia di Gilles che venivano a vedere la loro casa a Bouilh-Péreuilh, negli Alti Pirenei. Conoscevo bene quella casa perché ci andavo spesso, essendo il padrino di Vincent Lagarde, uno dei figli di quella coppia. Quale non fu la nostra sorpresa quando venimmo a conoscenza dalla famiglia Bouhours che la stanza del mio piccolo Vincent era stata quella del piccolo Gilles e che la Vergine gli era apparsa davanti alla casa, ai piedi della scalinata d’ingresso… Il giorno seguente tornai con un rosaio che piantammo insieme pregando, proprio nel luogo di quell’apparizione.
Terzo figlio di una famiglia di cinque bambini, Gilles, nato il 27 novembre 1944 – giorno della festa della Vergine della Medaglia Miracolosa – ebbe apparizioni mariane a Bouilh-Péreuilh tra il gennaio 1948 e il febbraio 1949, quando la sua famiglia abitava lì, a una quarantina di chilometri da Lourdes. La Vergine si presentò a lui come «Madre delle grazie», chiedendogli di pregare molto e di fare sacrifici.
A quel tempo il bimbo aveva solo tre anni e mezzo, ma questi fenomeni soprannaturali erano già iniziati ad Arcachon nell’autunno del 1947, in relazione con presunte apparizioni nel bosco di Espis, vicino a Moissac, nel Tarn-et-Garonne, a nord di Toulouse. In questo bosco, vicino ad un santuario mariano medievale, vide la Vergine piangere lacrime di sangue, ed ella gli affidò un segreto.
Si diceva che la Vergine fosse già apparsa in quel bosco ad un gruppo di veggenti, ma il vescovo di Montauban, Pierre-Marie Théas, futuro vescovo di Lourdes, le giudicò non autentiche, senza però pronunciarsi su quelle di cui il piccolo Gilles avrebbe beneficiato nello stesso luogo e nello stesso periodo. Poiché i suoi genitori erano molto obbedienti alle decisioni episcopali, Gilles non andò più al bosco di Espis, ma le apparizioni continuarono nella casa familiare fino alla sua morte inspiegabile, all’età di quindici anni.
Da Arcachon passando per Bouilh-Péreuilh, poi Moissac e infine Seilhan, dove la famiglia si stabilì definitivamente, Gilles visse una vita colmata dalla presenza della Vergine, mentre i suoi genitori attraversavano difficoltà materiali che li costringevano a traslocare spesso in cerca di lavoro. Fu in questo contesto che la Vergine affidò al bambino un messaggio da trasmettere a Pio XII.
Questo messaggio, che egli affermava di aver ricevuto dalla Vergine la prima volta durante le apparizioni nel bosco di Espis, era il seguente: «La Santa Vergine non è morta, è salita al Cielo in corpo e anima». Il «segreto» fu rivelato dal bambino al venerabile Pio XII in occasione di un incontro commovente a tu per tu il 1º maggio 1950, in cui il bambino era stato issato su una sedia. Alla conclusione dello scambio questi cantò davanti al Santo Padre l’antifona cattolica romana Parce Domine, per la conversione dei peccatori. Questo colloquio fu a seguito di una prima rapida udienza con il Papa l’11 dicembre 1949.
Secondo fonti qualificate, Pio XII avrebbe chiesto a Dio un «segno» per sapere se dovesse o meno proclamare il dogma dell’Assunzione della Vergine. Alcuni membri del suo entourage diretto, così come molte persone esterne al Vaticano, non mancarono di identificare questo «segno» con la rivelazione privata del bimbo, che confermava quanto aveva detto il veggente Bruno Cornacchiola, beneficiario delle apparizioni della Vergine della Rivelazione nell’aprile 1947 a Tre Fontane, nella periferia romana.
L’11 ottobre 1954, con l’enciclica Ad Caeli Reginam, Pio XII istituì la festa liturgica della «Beata Maria Vergine Regina». Questa enciclica seguì la proclamazione della Bolla dogmatica per la definizione dell’Assunzione in corpo ed anima di Maria SS.ma in cielo, la costituzione apostolica Munificentissimus Deus del 1º novembre 1950.
Il piccolo Gilles Bouhours, che aveva fatto la sua prima comunione a quattro anni e mezzo, il 12 giugno 1949, avrebbe voluto diventare sacerdote per celebrare la messa, come il prozio di suo padre, Gabriel-Constantin Bouhours, missionario in Vietnam, morto a 51 anni nel 1909, del quale conservava sempre con sé la croce di legno. Il giovane veggente lasciò la terra improvvisamente e misteriosamente il 26 febbraio 1960, all’età di quindici anni, assistito nei suoi ultimi momenti dall’abbé Ricaud, parroco di Seilhan.
La sua tomba si trova nel cimitero del villaggio di Seilhan, non lontano da Montréjeau, sulla strada della magnifica cattedrale di Saint-Bertrand-de-Comminges, edificata sulle rovine di una città romana dove Erode Antipa e Erodiade, gli assassini del profeta Giovanni Battista, terminarono i loro giorni in esilio, secondo gli scritti dello storico Flavio Giuseppe.
La santità dei bambini, come quella del piccolo Gilles Bouhours, riattualizza il Magnificat di Maria incinta di Gesù, cantato durante l’incontro con Elisabetta, incinta di Giovanni Battista: «Benedetto sia il Signore: rovescia i potenti dai troni ed esalta gli umili!».
François Vayne