

Eminenza e cari amici presenti,
Dopo 26 anni a Lourdes, in particolare come portavoce del santuario, lavoro al servizio della Terra Santa a Roma da quasi 14 anni, con l’Ordine del Santo Sepolcro, un’istituzione pontificia, Ente Centrale della Chiesa, la cui missione è sostenere il Patriarcato latino di Gerusalemme a nome della Chiesa universale.
Ho sempre considerato la Grotta di Lourdes come un’evocazione del Santo Sepolcro: quella cavità non vede mai il sole; eppure, la Luce vi ha brillato e continua ad alimentare la speranza di milioni di persone. Dalla Grotta di Lourdes al Santo Sepolcro ho avuto la convinzione di continuare a servire lo stesso mistero.
Adesso ho il privilegio di collaborare a stretto contatto con il Patriarcato latino attraverso l’Ordine del Santo Sepolcro, di cui Sua Beatitudine è Gran Priore.
Vorrei ricordare qui, oggi, che questa istituzione pontificia, rifondata da Pio IX nel 1847, ha la missione di sostenere la Diocesi di Gerusalemme, cioè il Patriarcato che si estende dalla Giordania a Cipro, passando per la Palestina e Israele. Il Patriarcato stesso fu ricreato nel diciannovesimo secolo, perché sin dalla fine delle crociate non esistevano più strutture ecclesiastiche cattoliche latine a livello locale, come vescovi e parroci (ad eccezione dei francescani che assicuravano la presenza della Santa Chiesa Romana).
Il legame statutario tra l’Ordine e il Patriarcato fa sì che le due realtà costituiscano un’unica famiglia da quasi 180 anni!
I 30.000 membri dell’Ordine, prevalentemente laici, distribuiti in 40 Paesi su tutti i continenti, sostengono le opere del Patriarcato tramite le loro donazioni, che sono espressione di un impegno spirituale. Essi sono ambasciatori della Terra Santa nelle loro diocesi.
Uno degli aspetti prioritari di questo sostegno è l’educazione alla pace: l’Ordine contribuisce al finanziamento di una quarantina di scuole del Patriarcato, dove crescono insieme alunni cristiani e musulmani in una prospettiva di fratellanza. La buona notizia è che a Gaza, all’interno del complesso parrocchiale della Sacra Famiglia, ha riaperto una scuola per 850 alunni, grazie all’impegno del Patriarcato latino, oltre a un asilo per 150 bambini e bambine dai 3 ai 5 anni, con l’attivazione anche di un servizio di trasporto in autobus sicuro e dedicato. I genitori dicono spesso che l’istruzione, che garantisce un futuro ai loro figli, è più importante del cibo.
Naturalmente anche il sostegno umanitario è in questo momento molto importante e l’Ordine invia regolarmente aiuti a tal fine.
Ricordo ciò che disse il cardinale Parolin alcuni mesi fa a Villa Nazareth in occasione della consegna del Premio Silvestrini per la pace ai religiosi della parrocchia di Gaza; lo cito a memoria: «Sono orgoglioso di appartenere al Corpo di Cristo che è la Chiesa, nel quale vi sono membri che danno vita all’insieme. Ciò che hanno fatto, lo hanno fatto anche per noi».
Desidero sottolineare che, nel corso degli anni, il mio punto di vista è cambiato, in particolare grazie all’incontro con l’iconografa del Patriarcato, María Ruiz, che mi ha fatto comprendere che non si tratta soltanto di aiutare la Terra Santa, ma di riceverne un tesoro spirituale di dimensione escatologica. L’Occidente ha bisogno di ritrovare la bussola per la sua “corsa verso la meta” secondo l’espressione di San Benedetto, il Santo Patrono dell’Europa.
La Chiesa in Terra Santa, nella sua fragilità e nella sua sofferenza, ha un messaggio per il mondo, che evoca ciò che Giovanni scrive nell’Apocalisse sulla Nuova Gerusalemme.
Nella sua recente lettera pastorale, Eminenza, Lei approfondisce questo tema. La mia domanda è: qual è questo messaggio che la Sua Chiesa porta all’Occidente oggi? Può offrirci alcuni esempi di incontri con persone – certamente anonime – in Terra Santa che ai Suoi occhi incarnano questo messaggio indirizzato a noi?
https://premiosanbenedettonorcia.it/
https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-07/pizzaballa-pace-san-benedetto-medio-oriente.html

